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Recensione: Kami Home, peccato per le incongruenze

Di Claudio Stoduto

Da qualche settimana ormai casa mia é affidata a questa Kami Home, una videocamera completa di funzioni ma…

Ci tengo molto alla sicurezza di casa mia e sono convinto che oggi la tecnologia possa essere in grado di aiutarci non poco. Non a caso ho voluto provare questa Kami Home con la speranza di avere tra le mani un prodotto completo ed in grado di sopperire al lavoro di due camere presenti nella mia umile dimora. Si tratta di un prodotto Xiaomi e di questo ne parleremo meglio più avanti.

Estetica e confezione

In confezione troviamo il necessario per far funzionare la camera in pochi minuti. Dal cavo di alimentazione microUSB fino ad arrivare alla presa di corrente. Non mancano le staffe ed i tasselli per fissarla al muro con la relativa piastra, cosa che però sconsiglio. Più che altro con la questione dei movimenti non mi sono fidati nel lasciare a quei di piccolo tasselli l’arduo compito di tenere in piedi tutta la camera.

Esteticamente posso poi dire che si tratta di un bel prodotto. Fa la sua figura. È elegante e l’unica cosa che può stonare é il cavo di alimentazione che sporge dal retro. Abbiamo poi un led di interazione che ci permette di capire meglio le sue situazioni:

  • verde fisso: riavvio / reset
  • verde lampeggiante: in connessione alla rete
  • blu fisso: connessione alla rete
  • rosso lampeggiante: registrazione del video in corso con il microfono

Software

Per funzionare correttamente ci sono due opzioni. Possiamo usare l’applicazione Kami Home che nel suo complesso offre delle buone prestazioni oppure collegarla, con qualche step in più, alla comoda Yi Home. Sinceramente ho avuto problemi con entrambe ma andiamo con ordine.

Kami Home permette di avere, oltre che un’applicazione in più sul proprio dispositivo, tutte le funzioni dedicate. C’è incluso il Kami Cloud, si un altro servizio in abbonamento che permette di avere registrate le clip in cloud e non in locale sulla microSD. Bello ma no. Nel senso non si capisce molto e poi con Xiaomi di mezzo ed Yi si rischia di avere un mezzo doppione senza troppo senso. C’è il piano gratuito fino a 24 ore, ma sta a voi scegliere se effettuarlo o meno. Ammetto che con questa applicazione però non ho avuto problemi nel gestire le notifiche e gli avvisi del caso. Arrivano con minuto di ritardo ma ci sono. Di contro invece posso dire che l’esperienza d’uso non é delle migliori ecco ed anche la programmazione non é mai perfetta e pulita come ci si potrebbe aspettare.

Su Yi Home si dovrebbero avere solo vantaggi ed invece… Invece non arrivano le notifiche. Già. Hanno poi rimosso il supporto a quest’applicazione con un piccolo update salvo poi fare un passo indietro e confermare come Kami Home diventerà Yi Home nel corso di qualche mese. C’è un po’ di caos, va detto, ma Xiaomi potrebbe aver messo una mezza pezza a tutto.

Funzionalità

Partiamo con l’analizzare quanto segue. Si tratta di una videocamera motorizzata il cui scopo é quello di permette di avere una maggiore visione di copertura grazie al suo movimento. Analizzando esso, posso dire che i controlli posti dentro una delle applicazioni di utilizzo funzionano bene. Non si é precisi in assoluto al 100% ma possiamo dire che se ne può fare anche a meno di questa super precisione ed un tap in più non costa nulla, anzi. 110 sono i gradi di ampiezza della telecamera che permettono di avere a disposizione una bella fetta di ciò che si ha davanti anche già ad un primo impatto. Ci si può spostare verticalmente di 90 gradi e orizzontalmente di 180 a destra e 180 a sinistra. Nel complesso i movimenti sono buoni e completi anche se non é un vero 360 gradi come viene spesso pubblicizzato.

Riguardo la sensibilità ho un paio di dubbi. Ci sono varie possibilità di impostazione così come l’impostazione del Motion Tracking. Bene, benissimo ma spesso é capitato anche che non rilevasse nulla. Perché? Ho attivato tutti i riconoscimenti e con la sensibilità consigliata la telecamera si attivava e registrava il contenuto. Con invece la sensibilità ad un grado maggiore no. Strano. Il Motion Tracking in sé funziona meglio di notte che di giorno con un rumore della camera che però si sente forte e chiaro.

Sui video e la loro qualità non ho niente da dire. Siamo sul Full HD a 1080p non tipico di tutte le macchine di questo settore. Buono anche l’audio che nel complesso risulta sempre comprensibile e di buon livello anche ad alcuni metri di distanza dalla camera stessa.

Conclusioni

I limiti di questa Kami Home stanno tutti nel software. A livello tecnico la camera non ha niente da invidiare alla concorrenza ed anzi il  di 89,99 euro é persino in linea con i maggiori competitors. Fatto sta che Xiaomi ed Yi debbano prendere una decisione definitiva, come sembra che sia, nel sistemare tutto il loro caos relativo al cloud e non solo. Fatto quello ed avviato un programma di aggiornamenti stabili e facili da eseguire, questo accessorio vi potrà dare tante soddisfazioni anche nel lungo periodo. La classica “rimandata a settembre” con tante note positive.

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Accessori

Recensione: Lampada Tomons da scrivania

Di Claudio Stoduto

Dopo qualche giorno di utilizzo devo dire che questa lampada di Tomons mi ha convinto al 100%.

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Cercavo una lampada di questo genere da qualche settimana. Mi serviva un prodotto da scrivania che fosse bello, appagante ed allo stesso tempo anche con un suo stile da mettere in una camera totalmente colorata sotto ogni aspetto.

Tomons ha letteralmente risposto a tutte quelle che erano le mie richieste sul prodotto finale senza alcuna pecca.

La struttura di questa lampada è molto particolare. Vi arriverà smontata, ma in meno di dieci minuti sarà già pronta per essere utilizzata. Le due viti che servono per piazzarla vi permettono poi anche di scegliere la vostra inclinazione preferita. Nel mio caso ho preferito una soluzione più piegata che verticale e la lampada non ha dato alcun segno di cedimento o ribaltamento, anzi tutto il contrario devo dire per cui promossa da questo punto di vista. Mi piacciono molto gli abbinamenti di colore scelti che permettono all’utente di avere a disposizione diverse varietà di combinazioni utili poi da applicarsi a diverse situazioni e stanze come nel mio caso.

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I materiali sono decisamente interessanti. Pensavo di avere davanti a me un prodotto tutto fumo e niente arrosto come si suol dire ed invece l’azienda ha lavorato bene anche da questo punto di vista. Il legno si sente che è lavorato molto bene così come la plafoniera della lampadina è di ottima qualità e non di facile usura nell’uso quotidiano. Decisamente interessante ed elegante anche la soluzione studiata per quanto riguarda il cavo della corrente in tela bianco e nero che dona quel qualche cosa in più al prodotto in sé per sé. Mi piace, non si arriccia e soprattutto è diverso dal classico pezzo di plastica comune.

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Conclusioni

Il prezzo attuale di 34 euro è decisamente variabile ma già così per me è un prodotto interessante nel suo complesso. Personalmente mi ha conquistato con il suo design e non ci penserei troppo a prendere un secondo modello. C’è inclusa una lampadina che non fa mai male e che permette di usare subito il prodotto dopo la prima installazione. Ha una colorazione molto calda che, pur non amandola particolarmente, rimane in tinta con il modello di lampada in questione. Ottima

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Recensione: Logitech MX Master 3, un lusso da avere

Di Claudio Stoduto

Ci ho preso gusto con i mouse dedicati alla produttività e questo MX Master 3 di Logitech è un buon aggiornamento rispetto al precedente modello.

Venendo da un Logitech MX Vertical, era per alcuni aspetti difficile tornare a questa configurazione tradizionale e meno ergonomica. Invece devo dire che sin da subito le sensazioni che questo Logitech MX Master 3 mi ha trasmesso sono state super positive.

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Confezione

In confezione troviamo un contenuto abbastanza classico:

  • cavo USB-C per la ricarica;
  • ricevitore Unifying;
  • il mouse stesso.

Design ed ergonomia

Analizziamo poi il prodotto partendo dall’impugnatura che mi ha permesso più di una volta di trovarmi a mio agio anche in lunghe, lunghissime sessioni di lavoro. Ho letto alcune critiche sul fatto che il mouse sia cambiato rispetto al modello precedente con il pulsante sinistro che ora è decisamente più lungo del normale. Nulla di preoccupante per chi ha delle mani grandi come le mie, sia chiaro. Molto bella la nuova rotellina di scorrimento che ora viaggia praticamente all’infinito senza fare alcun minimo rumore (una chicca insomma). L’azienda parla di ben 1000 righe mosse in un secondo, un record per alcuni aspetti. Al di sotto di essa troviamo poi il regolatore dei DPI che può tornare sempre comodo da avere lì a portata di mano. Se devo trovare un difetto, ancora una volta ho notato come lo scorrimento da pollice non fosse così comodo come invece ci si aspettava. Mi sono spesso ritrovato a non utilizzare questo pulsante per ovvii motivi. Di contro invece gli altri due pulsanti, che banalmente definisco quelli per il controllo del volume nel mio caso, sono ora finalmente agibili senza alcun tipo di problema. Addio a quel design pulito dei primi modelli e spazio si ad una componente estetica non dello stesso valore ma sicuramente più funzionare. Per il resto, guardando frontalmente il design, tutto è praticamente identico ai precedenti modelli su cui avevo già un giudizio per nulla basso. Dolori? Dopo tre settimane neanche uno a differenza invece del Magic Mouse. Tutto è a portata di mano, basta solamente imparare i giusti movimenti e poi lo sforzo diventa praticamente nullo.

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Software

Ho usato il prodotto con un Mac ed un iPad grazie alla possibilità di poter essere abbinato fino a 3 dispositivi contemporaneamente. Lo switch è praticamente immediato e posso dire che anche solo in confronto al mio MX Vertical è parecchio più veloce. Detto questo il suo essere programmabile è sicuramente un’arma vincente con delle scorciatoie che poi diventano praticamente fondamentali nell’uso di tutti i giorni. Su iOS ad esempio ho impostato i vari singoli pulsanti in maniera tale da avere a disposizione i controlli del volume, il tasto Home e via dicendo. Stesso discorso su macOS, dove invece però bisogna configurare il mouse dal software di Logitech, dove vi ritrovate a fare parecchie più azioni in un singolo movimento. Con il dongle in dotazione abbiamo la possibilità di avere, su PC, una connessione più stabile ed il controllo di maggiori dispositivi di Logitech stessa. Io non lo ho adoperato però, preferendo la connessione classica tramite Bluetooth. Logitech Option, questo il nome del software, è disponibile sia per Windows che macOS e permette di avere tutta una serie di template anche già preconfigurati per le maggiori applicazioni di video e foto editing e molto altro.

Autonomia

Mai avuto problemi di batteria. Anzi in tre settimane di utilizzo posso dire che all’atto pratico sono rimasto sempre al 100% della carica generale pur usandolo praticamente dalle 9 del mattino alle 17 di ogni singolo giorno. Incredibile. Certo avere la porta USB-C per la ricarica è poi un gran bel vanto vista l’introduzione da un lato della ricarica rapida e dall’altro invece della possibilità di aver in singolo cavo per la ricarica. 70 sono i giorni dichiarati da Logitech come autonomia generale e direi che nel mio test sono stato più che in linea con questo risultato.

Conclusioni

Il prezzo non è affatto basso con un listino a partire da 114,90 euro, salvo sconti. La terza generazione è più che mai matura, forse anche più delle precedenti ed essendo una novità assoluta, come tale, purtroppo al momento ha un prezzo più alto della media. Tuttavia la qualità si paga (giustamente in questo caso) e penso che questo mouse sia un giusto upgrade dei modelli precedenti, oltre che il riferimento del settore ancora oggi. Io però sono tornato al mio MX Vertical che, un po’ per le dimensioni ed un po’ per abitudine, non mi ha ancora stancato. Per questo non ho voluto effettuare il passaggio al nuovo modello, per ora.

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Accessori

Recensione: Dock per due hard disk – Inateck FD2005

Di Claudio Stoduto

Avere una dock per HD sulla scrivania può essere decisamente comodo, specie se è funzionale come questa di Inateck.

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Da un paio di settimane ormai abbondanti utilizzo questo dock fisso sulla mia scrivania di lavoro. Si tratta di un accessorio realizzato da Inateck, nello specifico il modello FD2005, che permette di poter effettuare tutta una serie di operazioni assolutamente interessanti.

In primo luogo vi spiego brevemente di cosa si tratta. Viene progettato per poter ospitare fino a 2 Hard-Disk rispettivamente da 2.5 pollici o da 3.5 pollici. Per capirci meglio parliamo di quelli di dimensioni compatte come gli SDD o di quelli più grandi come i vecchi HD meccanici usati per lo storage oggigiorno.

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Una volta collegato alla corrente con il suo alimentatore (da 12 V, 3A) fornito in confezione e premuto poi il pulsante di avvio, potremmo iniziare ad operare sui drive che abbiamo inserito all’interno delle due singole slot. Non è necessario che entrambe siano piene sia chiaro, può funzionare anche regolarmente con una sola slot riempita. Per collegarlo al nostro computer non sarà necessario fare altro se non di utilizzare il cavo 3.0 tipo B fornito in confezione e, eventualmente, gli adattatori per sfruttare una porta USB di tipo C. Con il mio MacBook Pro non ho avuto alcun minimo problema nell’uso quotidiano con un relativo adattatore.

All’interno di questa dock è presente un chip ASM1156 che sarà lui a permetterci di raggiungere delle velocità di trasferimento incredibile. Si arriva fino ad un massimo di 6 Gbps al secondo, fino a non sempre sia chiaro. Per farla breve, nel trasferimento su un SSD esterno di un file da circa 8 GB ci impiegherete meno di un minuto scarso. Per cui lo consiglio per il trasferimento di grandi mole di file senza alcun tipo di problema. Viene garantito un supporto massimo fino a 10 TB il che significa che la somma complessiva dei due drive collegati non può superare questa capacità.

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Conclusioni:

Al prezzo di 38,99 euro posso dire che si tratta di una delle migliori soluzioni offerte sul mercato. Mi piace il fatto che sia un prodotto letteralmente Plug and Play e che quindi possa anche sfruttare delle sue singole operazioni senza aver alcun driver installato. Ad esempio mi riferimento al backup di un disco su un altro collegato. Certo dovrete avere i dischi sempre nudi e crudi ma li sta a voi scegliere se può essere utile o meno una situazione di questo genere.

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Accessori

Recensione: zaino fotografico Inateck

Di Claudio Stoduto

Inateck produce innumerevoli zaini di ogni tipo tra cui anche questo modello dedicato alla fotografia che può tornare utile in più di una occasione per i suoi molti scomparti.

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Partiamo con il dire che questo zaino offerto da Inateck e dedicato al mondo fotografico è quasi tutti quello che si potrebbe aspettare da un prodotto simile. Personalmente la prima cosa che volevo constatare era la sua robustezza e con essa non intendo soltanto la resistenza agli urti quanto al suo essere rigido in ogni contesto per preservare il suo interno. L’azienda da questo punto di vista secondo me ha fatto centro non realizzando il più comune zaino che si “sgonfia” ma lasciando tutta la struttura bella rigida e a mio modo funzionale per il suo scopo finale.

 

Spostandoci invece ad analizzare quelle che sono le tasche e gli scomparti che mette a disposizione, possiamo tranquillamente dire che siamo davanti ad un modello in cui ci sta veramente di tutto. La tasca centrale è anche quella protagonista dell’alloggiamento di un eventuale corpo macchina e le relative lenti. Forse è un po’ meno morbido di quanto ci si potrebbe aspettare ma, nonostante questo, possiamo dire che fa comunque il suo. Volevo questa zona può tranquillamente essere trasformata per quelli che sono i nostri strumenti di lavoro di ogni giorno ma fate attenzione perché dovrete impilare tutto al suo interno uno sopra l’altro. Ci sono poi due zone laterali dedicate alla messa in piedi di un treppiedi che si sono dimostrate comoda in vari utilizzi. Un po’ meno comoda invece è la tasca di mezzo che si è ben organizzata per quelle che sono le opzioni di carico, ma alla fine scomoda. Non dico che ci stia solamente un foglio di carta, ma di certo se il vano centrale è pieno non si potrà riempire al meglio per via della sua compattezza. Molto comoda invece devo dire la zona del retro dello schienale in cui viene mostrata tutta la cura nei dettagli del prodotto con una tasca ricavata nella fessura creata per poter inserire lo zaino su un trolley. In questo modo aumenta la sicurezza generale del contenuto che, però va detto, non è mai in discussione non avendo delle aperture laterali e/o accessibili. L’unico modo per poter accedere al nostro materiale principale è da dietro la nostra schiena, per cui…

Conclusioni:

Per il suo utilizzo questo zaino è più che onesto. Mi piace definirlo così perché all’atto pratico è completo di ogni accessorio che potremmo richiedere ed alla fine addosso non sta poi così male. Grazie al gancio sulle bretelle potremo fare trazione sul petto e compensare il carico presente al suo interno. Io ad ogni modo non lo ho riempito al massimo delle sue potenzialità non avendo così tanta attrezzatura, per cui ho fatto dei test composti da una macchina fotografica tradizionale, un MacBook, un iPad 12,9” e tutti i relativi accessori del caso. Prezzo? 79,99 euro. La qualità c’è così come la versatilità generale. È diventato il mio zaino di tutti i giorni? No per il semplice motivo che non mi porto dietro tutta questa attrezzatura, preferendo viaggiare più leggero, e perché ho spesso bisogno di uno zaino più compatto e meno rigido rispetto a questo.